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giovedì 13 dicembre 2007

Stop alla Pubblicità che fa Vendere !?

In sintesi questo è l'annuncio dato dalla Nintendo per la sua consolle Wii.

Lo riporta il sito Draft in questo articolo e data l'autorevolezza della fonte non c'è da dubitarne.

Mi "si consentano" però alcune riflessioni e considerazioni.

Ho visto pubblicità fermate perchè lesive della concorrenza, quelle fermate perchè palesemente ingannevoli, quelle fermate perchè contrarie al comune senso del pudore.

Che io ricordi è la prima volta che sento che si ferma una campagna pubblicitaria che genera vendite.

La pubblicità ha o dovrebbe avere proprio questo come scopo, la comunic-azione.
No, il trattino non è un errore, l'ho messo apposta per suddividere la parola nei due contenuti propri del messaggio pubblicitario cioè:
Far conoscere il prodotto-Generare l'azione dell'acquisto.

L'ondata di vendita che si dovrebbe scatenare ogni volta che una buona campagna pubblicitaria fa centro è quello che il management di ogni impresa si augura .
Questo permette all'impresa di ottenere un'aumento della quota di mercato, una maggiore immagine di marchio, una posizione dominante rispetto ai principali competitor internazionali.

E non solo , infatti quello che genera è anche un immediato ritorno dell'investimento speso nella ricerca e quindi di ottenere una situazione economica di vantaggio rispetto alla concorrenza perchè il momento successivo è agire sul fronte della riduzione del prezzo.

Infatti avendo già recuperato sia le spese di lancio del nuovo prodotto sia gli investimenti diventa facile sbaragliare la concorrenza vendendo lo stesso prodotto ad un prezzo più basso rispetto a coloro che si propongono successivamente con i cloni del prodotto innovativo.

Avete mai provato a seguire le tecniche di lancio e la politica dei prezzi di un'azienda come Canon?
La sequenza che segue per tutti i suoi prodotti è facile:
1)capire le aspettative del mercato
2) innovare il prodotto
3) venderlo come novità assoluta
4) abbassare il prezzo
5) renderlo obsoleto con il lancio di una nuova innovazione.

Sarà criticabile perchè abbassa la vita utile di un prodotto ma alla fine centra l'obiettivo di creare per ogni fascia di clienti il giusto rapporto qualità prezzi sia pure in un tempo differito.

Certo si può obiettare che fermare la campagna è perchè si può essere creato un punto di crisi distributiva in seguito ad un mercato in cui la domanda supera l'offerta.

Io rispondo che mi è difficile credere che si arrivi a tal punto, perchè le imprese gestite da manager del livello sicuramente presente nella Nintendo, non lavorano mai a pieno regime .
Qualsiasi catena di produzione e qualsiasi macchinario è progettato per lavorare a volumi almeno tre volte superiori dei cicli medi stabiliti se non di più (date un'occhiata alle caratteristiche di una semplice stampante, le differenze tra ciclo medio e volumi di picco).

Questo si fa proprio perchè le stime di penetrazione di un prodotto sul mercato non sono poi così attendibili e quindi per poter fronteggiare un picco di domanda, si lavora a regimi più bassi, ma pronti a moltiplicare la produzione nell'arco di pochi giorni.

Oltretutto la globalizzazione ha insegnato che non tutti i mercati rispondono ad un prodotto nella stessa maniera, per cui le scorte produttive centrali possono essere dirottate sui mercati più promettenti ritardandone la distribuzione in altri mercati meno favorevoli.

Allora, a meno che questa non sia a sua volta un' ulteriore abile operazione di marketing, per far passare l'idea che il prodotto "stia andando a ruba", ho sinceramente qualche difficoltà a capire le decisioni del management perchè le trovo un tantino diverse da quanto si apprende dai testi.

by Serena Chiatante

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