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martedì 4 dicembre 2007

Quando un'etichetta non basta

Questa la notizia !

Roma, 3 dic. (Apcom) - Sono stati sequestrati dal corpo forestale dello Stato 1670 ettolitri di vino sofisticato.
L'operazione, denominata "vendemmia sicura", è stata condotta dalla Forestale in collaborazione con il personale dell'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari.
Su disposizione del gip della procura del tribunale di Verona, è scattato un arresto per il reato di sofisticazione alimentare. L'uomo aveva precedenti sempre per sofisticazione, risalenti all'epoca dello scandalo del vino al metanolo, nel 1986.
Il sequestro riguarda 810 ettolitri di vino rosso e 860 di vino bianco da tavola ancora in fase di fermentazione, oltre a 60 litri di acido cloridrico e solforico e a 60 chili di zucchero. Dagli esami chimici eseguiti presso l'Istituto agrario di San Michele all'Adige (TN) e il laboratorio dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari di Conegliano (TV), è stato accertato l'utilizzo di oltre il 40 per cento di zucchero, il 50 per cento di acqua e la presenza di acido cloridrico e solforico.


Per chi non lo sapesse l'acido solforico in soluzione acquosa concentrata (>90%) è noto anche con il nome di vetriolo.

Solubile in acqua e in etanolo con reazione esotermica anche violenta, in forma concentrata può causare gravi ustioni per contatto con la pelle.



L'acido cloridrico (nome IUPAC: cloruro di idrogeno; commercialmente noto anche come acido muriatico) È molto solubile in acqua con reazione esotermica, in forma concentrata può causare gravi ustioni per contatto con la pelle, specie se quest'ultima presenta lesioni.

Ora mi chiedo: se una persona tenta di ammazzarne un'altra, è tentato omicidio, se tenta di ammazzarne tante si tratta di sofisticazione alimentare e non di tentata strage ?

Certo i Consorzi e le aziende devono credere più e meglio nella registrazione dei propri marchi e soprattutto devono poi investire per farli tutelare. E’ il messaggio lanciato dal Salone del Vino di Torino dagli avvocati Paolo Fabris e Marco Giuri in occasione di un convegno organizzato dall’Unione giuristi della vite e del vino.


Ma perchè tanto lavoro, tanta passione, tanto pezzo di vita dedicato da onesti produttori per valorizzare il made in Italy deve essere distrutto da un'imprenditoria delinquente ?

Vent'anni fa morirono o restarono cieche persone per sofisticazioni al metanolo.(leggi l'articolo sull' ALTROCONSUMO)


Probabilmente mancano le leggi giuste per rendere esemplari le condanne per chi perpetua simili attentati alla vita degli altri. Non le sanzioni amministrative . E se si applicasse per loro la stessa legge che si applica per chi mette una bomba in una stazione ?

Continuo a ripetere che non basta un buon marketing esterno per rendere buono un prodotto ma ci vuole un ottimo marketing interno per fare un prodotto buono.


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