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sabato 29 settembre 2007

Bilanciamento del Bianco

La luce che "colora" le nostre foto cambia in continuazione durante l'arco della giornata.

Infatti non dobbiamo dimenticare che ciò che appare di un colore è derivato dal fatto che quello è il colore che è sfuggito alla trappola dell'oggetto stesso ed è tornato indietro riflesso fino al nostro occhio.
Quindi la luce riflessa risente del fatto che il cielo sia nuvoloso oppure sia completamente sereno.

Ma anche il modo di interpretare i colori proprio delle fotocamere digitali è differente da quello dell'occhio umano.

Cambia la sua interpretazione perché ciò che percepisce l'occhio è mediato dal cervello e dall'esperienza.

Ma la scena che vogliamo riprendere può essere illuminata dal sole, oppure dalla luce emessa da lampade al tungsteno, al neon e così via.

Ma anche la stessa "luce solare" cambia e di parecchio a seconda delle ore del giorno, della stagione e delle condizioni atmosferiche.

Possono esserci delle dominanti di colore calde (ad esempio nel tardo pomeriggio) oppure fredde, di conseguenza la foto presenterà un carico maggiore di sfumature calde (le tinte che tendono al rosso) o fredde (quelle che tendono al blu).

Tali differenze sono misurate in gradi Kelvin ed esprimono la temperatura del colore, ad esempio abbiamo 5600 gradi kelvin per una luce solare o 2800 gradi kelvin per una emessa da lampadina con ovviamente tutti i gradi intermedi, superiori ed inferiori.

Anche con la pellicola abbiamo gli stessi problemi e si può risolvere con la scelta della pellicola più adatta ad una determinata luce oppure con l'ausilio di uno strumento di misurazione della "temperatura colore", il termocolorimetro e l'applicazione dei filtri di conversione adatti da applicare davanti alla lente frontale dell'obiettivo.

Nelle fotocamere digitali , invece, sono istallati dei sensori che si occupano della misurazione della temperatura colore e quindi del Bilanciamento del Bianco. Cercano, cioè, di produrre nell'immagine un bianco puro e quindi sfumature di colore corrette.

La fotocamera quindi va alla ricerca del bianco neutro e se trova una dominante colorata pensa che questa si ripeterà anche sulle altre tinte dell'immagine, quindi cercherà di sottrarre quella quota di colore da tutta la foto.

Ovvio che se si tratta di un tramonto che stiamo fotografando e l'effetto del rosso acceso che ci interessa viene interpretato dalla macchina come errore quest'ultima lo corregge, perciò non dovrà meravigliarci che la foto verrà diversa da come l'abbiamo vista.
La macchina ha agito giusto , è il nostro cervello che ha neutralizzato la compensazione in base alla sua esperienza sui tramonti.

Troppo complicato?

Niente paura, nella maggior parte delle situazioni di ripresa è la fotocamera digitale ad occuparsi, in automatico, del Bilanciamento del Bianco e a fornirci immagini fedeli al soggetto.

Ma non è sempre così.

Dopo l'esempio fatto con il tramonto, prendiamo il caso di un interno in cui siano presenti diversi tipi di colori e di illuminazione: pareti gialle, il sole dalla finestra, tre faretti alogeni dal soffitto, un lampada da studio, ecc.

Ritenete che possa andare in crisi l'automatismo per il bilanciamento del bianco in una simile circostanza?

Se avete risposto sì, avete fatto il primo passo per dialogare con la macchina , ora saprete come intervenire per correggere.

Sul menù della macchina fotografica digitale bisognerà selezionare l'opzione di "Bilanciamento del Bianco": troverete le indicazioni Notte, Tungsteno, Neon...oppure gradi Kelvin.
Ricordando che arrivando a 6500°K abbiamo la luce bianca del flash e scendendo sotto i 2800°K abbiamo la luce delle candele, la correzione manuale, all'inizio con un pizzico di fortuna e successivamente ad "occhio", non dovrebbe risultare troppo difficile con il sistema delle approssimazioni effettuando più scatti successivi.

Le fotocamere digitali più sofisticate permettono anche la regolazione manuale del Bilanciamento del Bianco.

Come si fa?

Abbiamo detto che la macchina cerca il bianco.
Diamolo noi!
Basta puntare la macchina su un qualsiasi foglio di carta bianco, che abbiamo posto nella luce dell'ambiente in cui intendiamo riprendere le nostre foto. Inquadriamolo, blocchiamo il bilanciamento ed il sistema avrò così regolato tutte le tinte campionando la miscela di tutte le sorgenti.

A questo punto siamo pronti per realizzare immagini perfettamente bilanciate (prive cioè di dominanti colore).

Ma se abbiamo necessità di concentrarci sul soggetto , scattiamo pure perché le correzioni cromatiche possono essere fatte anche successivamente attraverso un buon programma di fotoritocco.

Ne cito solo alcuni partendo dal più economico (è free) photofiltre, a salire con paintshop, per finire con il blasonato photoshop.

by Serena Chiatante

mercoledì 26 settembre 2007

La dimenticata poesia del Bianco Nero

Riporto la domanda posta da un utente sul sito answer Yahoo e la mia relativa risposta che sta riscuotendo numerosi consensi:

Mi chiedevo perchè, per quali ragioni, il b/n nella fotografia assume sempre sfumature di maggior poesia e malinconia ed intensità rispetto ad una foto a colori ?

"Semplice , la mancanza del colore concentra l'attenzione sulle forme, sulla composizione, sulle linee, sul rapporto aureo degli oggetti all'interno del rettangolo.
Il contenuto quindi si impone all'attenzione ed al ricordo.
E' uno dei classici casi in cui il colore non aggiungendo informazioni, in realtà disturba. Ed è il cervello che lo percepisce il disturbo.
Per la classica teoria della gestalt , non è ciò che vedi con gli occhi, quello che percepisci. E levando un'informazione al cervello, questo si "riposa" concentrandosi su quello che più gli piace fare, RAGIONARE ed elaborare il messaggio, sentirsi contento di averlo interpretato e capito ed entrare in simbiosi con l'artista che l'ha scattato. Il colore , strano a dirsi, gli ricorda la monotonia del bombardamento quotidiano e lo spinge a distrarsi.

Anche in pubblicità si sta tornando ad esaltare con il silenzio del B/N l'eleganza di ciò che è più prezioso. "

E davanti a queste foto di Ansel Adams, il pioniere della teoria zonale, chi può negarlo ?

by Serena Chiatante

39 Megapixel Hasselblad


Le nuove H3D-II, quarta serie del sistema H, hanno raggiunto la risoluzione massima di 39 Megapixel.

Importanti le novità sul fronte della riduzione del rumore digitale ottenuto grazie ad un dissipatore di calore integrato sul sensore CCD.

Display più luminoso e nitido passato a 3 pollici .

Impugnatura e comandi più ergonomici.

La H3D II include anche un sistema di localizzazione geografica in grado di archiviare informazioni sul luogo e l’orario in cui è stata fatta una fotografia.

La fotocamera, inoltre, presenta un sensore CCD da 48×36 mm, il più grande attualmente disponibile sul mercato, di grande importanza per colmare il distacco esistente tra fotografia analogica e quella digitale.

Che dire di più ... semplicemente...un mito.

martedì 25 settembre 2007

Comunicazione Pubblicitaria in Crisi di Idee o in Crisi di Crescita ?

Ho raccolto sul sito dell'Art Director Club Italiano lo sfogo di Maurizio Goetz che ormai sfiduciato si rassegna alla crisi della comunicazione.

Questo il testo integrale :

Siamo un popolo di struzzi, abbiamo il terrore di cambiare, di dover modificare le nostre abitudini e i nostri modelli mentali, per questo siamo così propensi a “cambiare” solo la superficie.
Siamo infatti disponibili ad adottare qualsiasi moda a tutti i livelli (in politica, nelle scelte di consumo e sul lavoro).
Ci sono solo due cose che ci costringono a cambiare: l’emulazione (in nome del culto della bella figura) e la catastrofe.
Il cambiamento per noi è sempre drammatico, improvviso e tardivo. In altri Paesi il cambiamento lo si prepara, creando infrastrutture e le condizioni per un migliore sviluppo, ma soprattutto riflettendo sulle ragioni e sulla necessità del cambiamento stesso e sulle nuove rotte da tracciare.
Non ci prendiamo mai le nostre responsabilità, perchè troviamo sempre un alibi e persone o situazioni a cui addossare le nostre mancanze, per questo ci offendiamo molto facilmente e non ci piace chi ci parla in modo diretto e franco.
Ci troviamo di fronte ad una svolta epocale. I cittadini non si sentono più rappresentati dalla classe politica che hanno eletto. Il marketing e la pubblicità vivono una crisi che ci rifiutiamo di vedere.
Scrive Gianpaolo Fabris dalle pagine di Affari e Finanza : “… Nel linguaggio comune, e persino in quello di impresa, è ormai comune riferirsi, ad esempio, all’innovazione di marketing in contrapposizione all’innovazione sostantiva, che genera cioè dei benefici reali. Una innovazione fittizia, una sorta di specchio per gonzi – una etichetta in cui il moderno consumatore competente ed esigente fa sempre più fatica a riconoscersi al più una specie di operazione cosmetica. Sembra cioè realizzarsi una sorta di vendetta della pubblicità – la pubblicità è uno degli strumenti del marketing – che ha sempre sofferto di un complesso di inferiorità nei confronti del suo (un tempo) illustre progenitore.

Per la pubblicità era abituale il ritornello: ma si tratta di “reclame”, o ” è solo pubblicità” o simili. Facendo intendere che non si tratta di qualcosa da prendere troppo sul serio, se non di una vera e propria falsità.”..

..il marketing deputato a costruire immagini, costrutti simbolici, significati intangibili – che pure non hanno niente da spartire con la falsità – si dimostra totalmente incapace di tutelare la propria immagine. Anche se ciò è certamente vero ed è davvero sorprendente che tra mondo accademico e quello delle professioni non si prenda atto di questa realtà e non si faccia niente al proposito. Come sta facendo adesso il Centro Marca a tutela della marca, come ha fatto a lungo il mondo della pubblicità per scardinare i tanti pregiudizi nei suoi confronti.

Ma il malessere è più profondo. Credo si avverta ormai l’esigenza di una sorta di rifondazione della disciplina. Di ripensare il marketing nato all’epoca dei grandi mercati di massa, figlio primigenio di un’economia industriale e fordista per adeguarlo ai nuovi scenari. Ciò non vuol dire soltanto rivisitare la sua strumentazione per renderla più efficace e neppure prendere le distanze dalle tante soluzioni miracolistiche che improvvisati guru tirano fuori dal cilindro.
Dobbiamo comprendere che la necessità di rifondare la disciplina del comunicatore è un imperativo, così come quella di definire nuovi paradigmi, nuovi, modelli di riferimento e nuove metriche.

Leggendo le interviste sulle riviste italiane di comunicazione da parte di top manager di importanti agenzie e frequentando i convegni per gli addetti ai lavori si ha invece l’impressione che tutto vada nel migliore dei modi. I manager delle agenzie di comunicazione e dei centri media, secondo quanto dichiarano, avrebbero tutto sotto controllo, sono infatti consapevoli dei cambiamenti in atto e si starebbero attrezzando. Negli Stati Uniti il dibattito sul cambiamento nel mondo della comunicazione ha luogo alla luce del sole, basta leggere le pagine di Advertising Age e qui da noi?

C’è poi chi ritiene che la pubblicità abbia vissuto momenti ben peggiori e certamente supererà con successo anche questo. Ma a quale prezzo e in che condizioni?

Sono stato invitato a contribuire al blog dell’Adci per alimentare il dibattito, per favorire l’incontro di pensieri e l’ibridazione di competenze, per ragionare sul futuro della professione di comunicatore e spingere l’Adci, che riunisce le teste più brillanti della comunicazione, ad uscire dal torpore.
Ho proposto temi controversi e sicuramente scomodi, perchè sono quelli su cui noi dobbiamo confrontarci oggi, ma la risposta è stata del tutto assente ed io ne devo prendere atto.

Per questo volevo salutare tutti i frequentatori di questo blog visto che questo sarà il mio ultimo intervento.

Non si può comunicare con chi non vuole ascoltare, insistere sarebbe sbagliato, dopotutto qui io sono solo un ospite.

Il mio timore è che se continueremo a persistere nel rifiutare di affrontare la realtà, un granello di quella sabbia, in cui abbiamo nascosto la nostra testa, ci seppellirà.
Maurizio Goetz

Ero capitata per caso su quel blog, di solito non frequento i "quartieri alti " nè "i salotti buoni" ma dopo averlo letto mi sono detta che non poteva essere il suo ultimo post se esprimeva il concetto del comune e condiviso dissenso dei grafici pubblicitari a perpretare volontariamente l'inganno così come il dissenso dell'uomo comune che ad una pubblicità palesemente ingannevole scuote la testa.

Se oggi la pubblicità non vuol essere più del tipo emozionale ma solo dirompente, aggressiva, offensiva, diversa ad ogni costo, non può anche pretendere che tutti quelli che fanno pubblicità si debbano conformare.

Equivale a pensare che lo stilista di moda che porta sulle passerelle mondiali un certo tipo di capi aggressivi e non indossabili imponga invece a tutti cosa indossare.

La mia cultura non mi consente di criticare il frutto dello sforzo degli altri ma ho il diritto però di non essere concorde e non indossare ciò che non rappresenta il mio modo di sentirmi a mio agio con un vestito.

Io credo che nella moda si sia raggiunta la maturità di distinguere l'evento mediatico dal vero gusto per il bello ed entrambi riescono a convivere.
Di un intero sforzo stilistico forse rimarrà valida solo l'idea di un singolo bottone, ma anche se fosse rimasto solo quello, comunque, ha prodotto innovazione.

Lo stesso bisogna aspettarsi ora dal linguaggio pubblicitario.

Anche le deviazioni servono a ricercare quale è la giusta via. E tutti sono ormai attenti a valutare, vi invito a fare un giro su Spotanatomy e vi renderete conto di come si può criticare una campagna pubblicitaria .

E se i Pubblicitari sono costretti a giustificarsi è segno che il messaggio non è stato chiaro e sanno pure che al momento hanno suscitato scalpore ma alla lunga il rischio è il boicottaggio dei prodotti reclamizzati.

Che fine faranno quelle pubblicità ed i loro ideatori ?

Ed inseguendo il corso dei miei pensieri mi sono trovata ad intervenire sul blog, scrivendo :

Salve, scusate se prendo la parola pur non essendo nè art e nè director, ma l’idea che persone intelligenti si autocensurino pensando che le proprie parole cadano nel vuoto, mi sconvolge. Io sono solo un grafico di frontiera e condivido quanto espresso da Maurizio, che non può e non deve assolutamente ritenersi solo in questa battaglia quotidiana, ma considerarsi un elemento importante per cambiare la reclame in "pubbliutilità".

Sì, perchè la pubblicità , quella che supera l’approccio del “ma tanto è reclame” è una risorsa vera per le aziende che hanno voglia di migliorare, ma anche solo di sopravvivere.

La mia professione è quella che si esercita in frontiera perchè ogni giorno si sfida la lotta per la sopravvivenza delle aziende. E a volte l’idea pubblicitaria piccola fa la differenza. E’ l’idea che non conquisterà le pagine dei giornali, non farà scandalo, non lascerà il segno, ma sarà solo quel granello che insieme a tanti altri formerà le bellissime spiagge su cui passeggiare nel futuro. Sicuramente riuscire ad avere sempre idee vincenti è difficile, ma quando è l’approccio ad una comunicazione seria quella che ti guida, i risultati si vedono, la pubblicità sembra acquistare un’aurea sua di credibilità che coinvolge, scatena il passaparola, ti innalza fino a fare di te la firma importante di una pubblicità credibile.E questa in un sistema dove è l’antitrust che deve quotidianamente multare grosse aziende per pubblicità ingannevole è una viva ed impagabile emozione.

Non so quanto possa consolarvi ma io sono con voi.

Ed ecco che oggi come in una ideale continua comunicazione a rappresentare che il futuro si sta già preparando, esce sui quaderni di comunicazione n3 il pensiero di Andrea Pigna :

Quando possiamo parlare di un buon messaggio?

Un buon messaggio linguistico deve saper usare le regole grammaticali, sintattiche e stilistiche. Deve essere interessante, senza fronzoli, incisivo. Deve appassionare, far pensare, convincere.
Se costruito da un vero esperto della comunicazione,utilizza i vari stratagemmi comunicativi,che vanno dall'uso delle inferenze agli impliciti, dalle presupposizioni all'accorto utilizzo di denotazioni e connotazioni,con uno sguardo attento agli usi di modi e dei tempi verbali.
Il tutto condito naturalmente dai più recenti studi sulla percezione e comportamento umano, da parte di esperti di psicologia, semiotica e marketing relazionale.

In fondo la pubblicità ha un suo aspetto positivo nella vita di ognuno di noi, perché stimola gli acquisti e permette la circolazione e ripartizione (più o meno omogenea) del denaro e del benessere.

Ora il problema che si pone, incalzante, è:

un bravo comunicatore deve essere capace di produrre solo buoni messaggi o dovrebbe anche creare messaggi buoni ?

Servono regole nuove, non per comunicare bene (quelle ci sono già), ma per comunicare il Bene.

Il resto tutto di pari livello ed interesse lo trovate a pag 33 del pdf .

Dopo questi illustri interventi, io posso solo aggiungere di essere sempre più ammalata d'ottimismo, perchè mi sento già nel futuro, proprio quello che stiamo scrivendo e sarà sicuramente migliore, perchè la "Fase attuale" che invece viviamo è quella della normale crisi di crescita di un design comunicativo che si appresta alla maturità.
A Maurizio posso dire con un sorriso: " Pensavi di essere solo ?! Pessimista, l'ottimismo è il profumo della vita !"

Serena Chiatante

martedì 18 settembre 2007

Prevenire è meglio che curare?

La McAfee ha lanciato un importante progetto di classificazione dei siti in base alla pericolosità.
Si tratta di un plug-in gratuito che, installato sui due principali motori di ricerca, Explorer o Firefox, fa apparire il classico semaforo con i suoi tre colori rosso, giallo, verde.

Il significato è intuibile.
Purtroppo però il continuo aumentare dei siti o il loro camuffarsi sotto nomi sempre diversi rende il lavoro lungo e oserei definirlo senza fine.

I siti non ancora censiti rimangono pertanto ancora in grigio.

Ma ognuno di noi può iscriversi per collaborare, perché una nostra attiva collaborazione ci rende più sicuri, meno attaccabili.

Scaricata la barra, possiamo, accedendo alla registrazione, richiedere che un sito interessante o pericoloso venga censito e noi stessi possiamo dare il nostro contributo segnalando la pericolosità o la bontà del sito.

Con SiteAdvisor riuscite a:
rendere sicura la navigazione, le ricerche ed evitando le minacce in tempo reale con l'efficace sistema delle segnalazioni.

È facile scoprire i siti sicuri
Durante le ricerche o la navigazione, il pulsante di protezione di SiteAdvisor cambia colore in base ai risultati dei test, per fornire le seguenti informazioni:

- Segnala come sicuro il sito che è stato verificato e non sono stati rilevati problemi significativi .

- Segnala se le verifiche hanno rilevato alcuni problemi di protezione o comportamenti indesiderati non gravi in relazione al sito .

- Segnala se sono stati rilevati alcuni problemi gravi che l'utente deve prendere in considerazione prima di utilizzare il sito (ad esempio: il sito ha inviato moltissimi messaggi indesiderati o programmi adware con un download oppure è affiliato a una società nota per pratiche illecite passate) .

Provate a controllare molti siti tra i più famosi !

SiteAdvisor è costituito da un sistema di robots automatizzati che effettuano la verifica di ogni sito Web, download e modulo di registrazione mediante posta elettronica.

I siti Web vengono esaminati per verificare la presenza di finestre popup troppo invadenti, pratiche non autorizzate e tentativi di sfruttamento della vulnerabilità del browser. Fino ad oggi è stato sottoposto a verifica più del 95% del traffico Web mondiale.

I download vengono esaminati per verificare la presenza di virus e programmi adware, spyware o altri programmi indesiderati.
Sono stati esaminati più di 2 milioni di download fino a oggi in maniera automatica .

I moduli di registrazione vengono compilati utilizzando un indirizzo di posta elettronica una sola volta, per consentire il monitoraggio del successivo invio di eventuali messaggi indesiderati.
I robots di McAfee ricevono già messaggi di posta da più di 7 milioni di mittenti.

I commenti inviati dai singoli utenti e le analisi eseguite dallo staff di SiteAdvisor forniscono informazioni approfondite sulle pratiche del sito correnti e passate, nonché sulle sue affiliazioni ad altre società.

Tra le informazioni sono compresi anche i collegamenti che ogni sito ha all'interno della sua struttura.

Ad esempio se volessimo effettuare la verifica del sito Draft il risultato scaturente dalla richiesta effettuata ed il relativo commento dell'utente segnalatore ( activ protection in questo caso, cioè sempre io che ovviamente sono iscritta ) non potrà che essere buono, ma troveremmo evidenziati anche i link dei siti amici collegati ad esso.

Se vuoi effettuare il download del Site Advisor clikka qui.


Se vuoi un mondo più pulito aiutaci a ripulirlo...

by Serena Chiatante

Open House per la Grafica

Argon e Manukiam, Roland, Siser, Caledonia, Avery Dannison, GBC, GTO, Seefar e 3M che ci fanno tutte insieme all'Hotel dell'Erba di Martina Franca ?

Sono il risultato di un'importante Open House che si terrà a Martina Franca, in provincia di Taranto, dal 28 al 30 Settembre.

Promosso, organizzato e gestito dalla ASI distribuzioni grafiche, giunto all'ottava edizione, si è ormai affermato come il vero riferimento per il Sud Italia.

Gli studi grafici e pubblicitari di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania ne hanno fattto un importante appuntamento per scoprire soluzioni e novità in campo serigrafico, tipografico, intaglio, stampa digitale, tampografia, non dimenticando il grande formato.


Un pool di esperti è a disposizione per dimostrare come la creatività grafica del pubblicitario si traduca in un prodotto finito di qualità con l'ausilio di attrezzature in apparenza molto complesse.

Un'attenzione al cliente che non si ferma all'evento ma che si manifesta con l'organizzazione settimanale di consegne gratis a domicilio dei materiali di consumo occorrenti per proseguire l'attività grafica.

Si può prenotare la propria partecipazione all'evento tramite il sito dell'azienda .

by Serena Chiatante

lunedì 17 settembre 2007

Chi spia il tuo PC ?

Continua la carrellata sul free-software selezionando tra quelli che possono essere una valida alternativa al software commerciale e sono frutto dell'impegno e della passione oltre che della libera scelta del programmatore. Certo una donazione per garantire a questi volenterosi l'incentivo a sviluppare ulteriormente il software da loro reso disponibile non li disturberebbe.

Affrontiamo come segnalato nel titolo l'argomento spyware, non un virus ma comunque un'attentato alla nostra libertà e privacy.

Lo spyware è nato come un sistema che utilizzavano i programmatori di software gratuito, per finanziarsi.
Infatti chi istallava i programmi free si ritrovava ad avere dei files spia (spy) che avevano il compito di raccogliere e monitorare informazioni sull'utente.

Si spaziava dal rilevamento sia dell'hardware sia del software presente sul PC, dalle abitudini di navigazione alla frequenza e tipo di siti visitati anche attraverso la scansione della cronologia o dei Preferiti.
Monitorare poi gli acquisti fatti online o leggere l'indirizzo email per inserirlo nelle liste dello SPAM (fastidiose email non richieste)non è tra i comportamenti che si possono consentire.
Tutto questo serviva e serve ancora oggi a creare un profilo commerciale, che trasmesso a compilatori software o venduto ad agenzie pubblicitarie seve ad identificare i nostri gusti.

Ma se una volta, per beccarsi lo spyware bisognava necessariamente installare qualcosa, oggi basta navigare su siti anche in apparenza tranquilli per ritrovarsi sul PC Spyware, Malware o Hijacker.
Alcuni possono arrivare a dirottare la pagina iniziale del Browser (Hijacker) per proporne un'altra o inserire delle Toolbar nel Browser.

In termini di sicurezza e tutela della privacy sicuramente sia su Explorer e soprattutto su Firefox si sta facendo tanto, ma ancora non basta.

Uno dei più .."belli" spyware attualmente residente sul nostro pc è la toolbar aggiunta al browser, ma lo è su nostro esplicito consenso e raccoglie i dati della navigazione, ma lo fa... per migliorare i servizi che ci vengono offerti (vedi google,yahoo, msn, ecc. toolbar).

Ma se ci si accorge di nuove barre strumenti in Internet Explorer, che non sono state installate intenzionalmente, se il browser si blocca inspiegabilmente oppure se la pagina iniziale viene "dirottata" (o modificata a vostra insaputa), molto probabilmente il computer è affetto da spyware con intenzioni non altrettanto benevole.

Ma il computer potrebbe essere infetto anche se non si notano sintomi, poiché stanno comparendo sempre più spyware che lavorano in maniera silente.

Un software completamente gratuito che può aiutare a rilevare se sul vostro PC ci sono problemi è quello messo a disposizione da Patrik Kolla ed è l'ormai famoso Spybot - Search & Destroy.
Considerato da PC World , già nel 2004 come il miglior software anti-spyware è giunto ormai ad uno sviluppo maturo.


La versione 1.5 è compatibile anche con Windows Vista

Se si desidera una spiegazione su come funziona Spybot-S&D, potete leggere il corso accelerato.
Se si temono incompatibilità con altri software attualmente utilizzati, si può esaminare la sinossi sulla compatibilità che elenca alcuni software la cui convivenza è stata già analizzata.

Se volete scaricarle l'ultima versione clikkate qui

by Serena Chiatante

Monitor per la grafica


Daniele Cogo, 24 anni, grafico professionista e appassionato di fotografia e tecnologia, ha recentemente affrontato il problema di come scegliere un monitor per la grafica ed ha effettuato delle prove sul campo.Ha puntato l'attenzione alla cosa più importante, la resa del colore.
Ne è uscito un quadro abbastanza chiaro su questo aspetto e relative possibili deviazioni nel momento del passaggio in stampa degli elaborati grafici.
Ha preso a riferimento come profilo colore quello chiamato ISO Coated FOGRA27, che vedete nella figura e che rappresenta l’insieme dei colori stampabili da una macchina offset su carta patinata lucida o opaca.
Corrisponde perciò all’insieme dei colori “utilizzabili” per i nostri lavori di grafica.

Ma il nostro monitor ci permette di visualizzare tutti questi colori?

Oppure riesce a farcene vedere solo una parte?

Ha preso in esame una serie di monitor selezionati in base alle loro caratteristiche perché ritenuti alcuni dei più validi oggi sul mercato, per il settore delle arti grafiche, chiaramente differenti da quelli più commerciali ad uso familiare.
Sulla sinistra di ognuno è rappresentato il gamut ISO Coated FOGRA27 (a colori) con sovrapposto in bianco il gamut dei colori rappresentati dal monitor in esame.
Vi potrete rendere conto come ciò che vedete sul monitor non è il colore che effettivamente otterrete in stampa leggendo l'articolo su Scatto Design Pro


sabato 15 settembre 2007

Open Office liscio o con ... Aqua.


Open Office è il progetto di un software libero, che ha come obiettivi quelli di fornire a tutti gli utenti un ottimo prodotto gratuito che possa competere con i prodotti commerciali attualmente dominanti in questo settore.

Ha la caratteristica di essere compatibile con i formati di file di Microsoft Office, ma dispone anche di formati nativi basati su XML che, grazie all'utilizzo di un algoritmo di compressione (si tratta dell'LZW, lo stesso dei file "ZIP"), hanno dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla concorrenza.

L'Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, ha annunciata la disponibilità di OpenOffice.org 2.2.1 in italiano.

Si tratta di una versione della suite per ufficio che non introduce particolari novità ma risolve alcuni problemi di stabilità e sicurezza, per cui il PLIO ne suggerisce l’installazione a tutti gli utenti sia della versione 2.2 che delle versioni precedenti.

Il programma contiene in sè:

Write: editor di testo in stile Microsoft Word
Calc: foglio elettronico in stile Microsoft Excel
Impress: tool per creare delle presentazioni d'effetto in stile Microsoft PowerPoint
Base: strumento per la gestione dei database in stile Microsoft Access
Math: ottimo strumento per creare equazioni matematiche
Draw: programma di grafica per creare immagini compatibili con gli altri software di openoffice
Buone notizie anche per gli utenti Mac perchè di OpenOffice è stata pubblicata una prima "alpha" della versione Aqua.

"Alpha", nel gergo programmatorio, indica una situazione di lavori in corso ancora ben lontana da tutti i collaudi che avvengono tipicamente nel codice completo della versione "beta" che è comunque ancora da rifinire.
In altre parole, è software per ora sconsigliatissimo all’utente finale perchè va caricato e testato su computer dedicati per poter verificare eventuali bug e crash e segnalarli ai programmatori per la soluzione.

Nel contempo non si può disconoscere che si tratta di un progresso sostanziale per OpenOffice su Mac, finora utilizzabile solo tramite l’ambiente grafico X11 oppure in una versione riscritta in Java, NeoOffice.

La versione Aqua di OpenOffice è stata sempre in programma, ma di fatto mai veramente in lavorazione oltre i primissimi stadi fino a quando non ha provveduto all'accelerazione l'interessamento di Sun.

La versione Aqua (che, ricordiamolo, funzionerà senza dover ricorrere all'ambiente X11), presenta ora una nuova pre-versione di sviluppo.
Sia per MacIntel che per PowerPC, ora offre la possibilità di esportare nel formato PDF, la funzione copia e incolla, e quella di stampa ora funziona.

Resta ancora non poco lavoro da condurre a termine: per esempio, il drag&drop non c'è, ma si spera nella collaborazione di tutta la comunità libera che si è iscritta e che partecipa al progetto.

Partecipate con me a sostenere il progetto ?

Serena Chiatante

venerdì 14 settembre 2007

I grafici rilanceranno l'editoria?

Siamo in un epoca di grandi cambiamenti e cogliere il perchè dei fenomeni di successo diventa importante.Oggi non ci meraviglia che un mini telegiornale come “Striscia la Notizia” faccia ascolti quanto se non maggiori di quelli di un più serioso telegiornale.
Neppure può sorprenderci che a un più blasonato manuale venga spesso preferita la domanda posta in un forum, o che si sostituisca il corso specialistico con il tutorial di un blog.

Cosa hanno in comune questi fenomeni di successo ?

Io credo che l’analisi di questi nuovi comportamenti porta ad un’unica disarmante conclusione. Queste “alternative” hanno la capacità di essere …dentro l’informazione e dentro il problema.La roboante notizia dell’ANSA si scontra con la più piccola ma più vicina notizia del problema che è stato risolto nella vita quotidiana.Il dettagliato, imponente, manuale si scontra con il più simpatico rapporto umano del: “ vabbè, ma tu come l’hai affrontato questo problema ?.”

Certamente sarebbe facile etichettare tutto sotto l’analisi che si tratta della solita frettolosa superficialità del vivere moderno, ma secondo me non è così.

Il fenomeno è più complesso, riguarda quello dell’identificazione di ogni individuo, non con il freddo distaccatto saccente, ma con il proprio simile che con la sua normalità ricca dell’esperienza del quotidiano “saper fare” ha il consiglio giusto al momento giusto.
Non può meravigliarci che a seguito di questo spostamento di gusti anche l’editoria stia affrontando una profonda crisi.

Ma un ruolo importante, oggi, lo possono svolgere proprio i grafici, perchè, insieme alla cura per l’estetica della comunicazione che mettono nel presentare i propri lavori, sempre più si affacciano a diventare presentatori di contenuti di spessore.
Un esempio è proprio “Draft”, ma si potrebbero citare tanti altri, tra cui “Scattodesign Pro” che proprio l’altro giorno festeggiava l’affezionato interesse giornaliero del migliaio di visitatori.
Una sorta di appuntamento “quotidiano” con l’amico della porta accanto, proprio quello che ha gli stessi interessi e gli stessi problemi, e che insieme in una sorta di bar virtuale scherzosamente ha la soluzione pronta.

Ognuno secondo le proprie linee editoriali, quotidianamente veicola decine di informazioni specialitiche. Un fenomeno “Blog“che solo in America non stanno sottovalutando tanto che sono ormai oggetto di studio e di interesse mediatico.Il Blog rafforza, fa esplodere un interesse, genera addirittura nuovi costumi e nuove idee politiche. In Italia il Blog di Grillo promuove il “V Day” che sebbene volutamente ignorato è già aggregazione, idea, protesta.

Ma chiediamoci, ora, quanto del sapere proveniente da singoli apporti culturali, dalle tesi o dalle sperimentali ricerche di ognuno di noi, secondo i propri hobby ed interessi, vanno persi perchè l’argomento è di nicchia, oppure non ha la firma giusta od anche non ha l’appoggio dell’editore giusto per promuovere le vendite.

Io credo che la soluzione esiste per arginare questa dispersione di cultura e si può trovare grazie all’aiuto del buon gusto dei grafici insieme ad un pizzico di tecnologia.
Rispolverando quello che era il progetto degli anni ottanta e che oggi timidamente si sta di fatto attuando il “paperless” .Il crescere delle email, i manuali di istallazione virtuali, le certificazioni, le riviste telematiche ne sono il primo approccio.

Perchè non fargli fare il grande salto di qualità veicolando i contenuti che tutti si aspettano o che nessuno si sogna di poter scoprire ?

Qualsiasi buon grafico è certamente in grado di impaginare un ottimo ebook e fare da interfaccia professionale tra il sapere di pochi e la curiosità di tanti.La bontà del progetto risiede nella preparazione di un libro elettronico impaginato in PDF e vendibile on-line a chi ne faccia richiesta.

Oggi anche grandi scrittori come Umberto Eco stanno sperimentando questa strada, i pregi sono presto evidenziati:non c‘è da affrontare la ricerca dell’editore, nè i costi per affrontare la stampa del numero di copie necessarie per ammortizzare le lastre tipografiche, nè il rischio dell’invenduto o dei resi.
Minori costi, più flessibilità, quindi più accessibilità per tutti.E’ chiaro quindi che ogni buon sito che abbia il suo numero di affezionati frequentatori può dare il via ad una editoria elettronica e far scoprire contributi di conoscenza di grande spessore culturale. La tiratura dell’argomento specialistico di nicchia non è più un problema.

L’ obiezione immediata é che così l’editoria piomba in una crisi ancora più nera.

Ed invece sono convinta che, come la diffusione del MP3 ha stimolato le vendite e la produzione di nuova musica, così anche per l’editoria, l’aumentato ventaglio dell’offerta, la maggiore abbordabilità e facilità di reperibilità può stimolare l’aumento delle vendite.
Da non sottovalure, inoltre, che un ebook nato per far fronte a poche centinaia di copie può trasformarsi nel best-seller da milioni di copie stampate, distribuibile poi attraverso i normali canali commerciali.

Vi chiederete, a questo punto del mio articolo, a che ora di notte abbia partorito queste fantasticherie.

Ebbene, sono l’analisi della realtà di un fantastico progetto messo a punto da un’ente culturale no-profit, per la promozione e divulgazione dell’arte, della storia e della tradizione L’Ars Europa.



Attraverso di loro si può sia pubblicare un testo sia acquistarlo.
La campagna delle adesioni che fino al 30 settembre permette, devolvendo un contributo di 10 euro all’associazione, di ricevere tre ebook , mi ha consentito di testare la bontà dell’iniziativa.Nell’arco di poche ore dall’aver effettuato un comodo versamento tramite paypal ho ricevuto le password per scaricare alcuni testi quali i due volumi dell “‘Art Semiology” ed il volume il “Soggetto Elettronico” , di Fausto Crepaldi, regista e media integrated art director e Cinzia Ligas, scrittice e semiologa, in totale 340 pagine di cultura ad altissimo livello. In una coinvolgente lettura si svolge il percorso di come la comunicazione grafica pubblicitaria possa diventare Arte, Pensiero, Filosofia di vita. Casi studio di campagne pubblicitarie, di video e di siti web insegnano infine a vedere “il registro comunicativo della grafica”.

Dopo aver constatato la qualità di ciò che ho letto mi sono resa conto di non aver speso del danaro ma di averlo investito su un’idea e la stesura di questo articolo è la certezza di poterla condividere con voi, sperando che sia l’inizio del proliferare di iniziative simili che portino alla diffusione di una sempre maggiore rivoluzione culturale, non appannaggio dei soliti noti “Soloni”.Un progetto ambizioso che solo la grande capacità di comunicazione dei grafici può agevolare.

Dante ed il suo “vulgaris” in contrapposizione con il latino “ lingua dei dotti” ha avviato la prima grande rivoluzione culturale di massa, che siano proprio i grafici con l’editoria elettronica a far fare il salto che manca per passare dalla cu-cu-cultura alla vera grande Cultura di massa ?

Chissà !
Serena Chiatante

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