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giovedì 18 settembre 2008

Vendere Loghi in Stock

Anche in questo articolo si parla di loghi.

Ma se nei precedenti abbiamo cercato prima gallerie per fonti di ispirazione e mode, poi gallerie per ottenere visibilità, ora parliamo di vendere i loghi attraverso il sistema stock.

Uno dei siti che si è attrezzato per permettere agli autori di proporre e vendere sotto forma di credits del valore di 0,52 dollari ognuno è graphicleftlovers.com .

Il sistema è lo stesso delle più famose banche di fotografia.

L'autore previa iscrizione deposita la propria proposta indicando il numero di crediti che vorrebbe ricavare dalla vendita a seconda dell'uso e dell'eventuale utilizzo in esclusiva richiesto dal compratore.


I curatori del sito inseriranno l'immagine filigranata e faranno da garanti ed intermediari delle vendite trattenendo le percentuali stabilite.

Queste esposte nell'articolo sono solo alcune delle anteprime degli ultimi loghi presentati ed attualmente in vendita.



Link: gallery
Link : Iscrizione per vendita

4 commenti:

ema83 ha detto...

Che tristezza... io di solito i loghi li creo in base alle informazioni della azienda che il cliente mi dà , non mi sembra sensato realizzare un logo senza conoscere a chi va.
Il logo non è un vestito già pronto che provi e vedi se ti sta bene. Il logo è si un vestito per la tua azienda, ma disegnato, realizzato e cucito su misura da un sarto.

Cos'è graphicleftlovers.com, l'evoluzione delle ClipArt???

Per le banche di fotografie è completamente diverso, non si può riprodurre così facilmente le foto, cioè per scattare una foto, abbiamo bisogno del ambientazione (magari dal altra parte del mondo), modelli e/o modelle, avere qualche nozione di illuminotecnica, possedere una buona macchina fotografica e essere un buon fotografo per catturare l'istante dalla giusta angolazione. Quindi, in questo caso conviene comprarle.
Mentre per le banche di loghi basta trovare il logo che fa per voi, scaricare l'immagine e con Illustrator o programma simile ricostruirlo in vettoriale (tempo massimo 30 minuti).
Credo proprio che ci saranno un bel po di ''furti''

Serena Chiatante ha detto...

Mi fa piacere rileggerti Ema.
Naturalmente neanche io sono entusiasta dell'iniziativa ma per completezza dell'informazione sui loghi dovevo citare questo sito. Che il mondo dela grafica sia ormai pervaso da tristezza sono daccordo, anche se il mio nome "serena" mi spinge a vedere sempre roseo. Peraltro anche la fotografia professionale è in crisi per vie di banche dati a pochi euro o milioni di dilettanti che condividono foto gratis.Oggi è più facile farsi pagare bene per una foto scattata ad un bimbo vestito in maschera a carnevale che per uno still-life in studio.
Purtroppo questa è l'evoluzione di questo settore dilaniato tra l'evoluzione tecnologica e il tutto free di internet. A noi non resta che rassegnarci, adeguarci o cercare nuove strade.
Non dimentichiamo che ormai dilaga un'altra moda quella dei concorsi che con premi esigui ricevono migliaia di proposte. Quanta gente ha lavorato gratis e che serbatoio di idee copiabili si crea?
Ora con la proposta del sito "Zooppa.com" si è arrivati a farsi creare campagne pubblicitarie da... "chicchessia". Prova a dare un'occhiata qual'è il premio e quali grosse aziende si stanno affacciando.
Il bello della grafica, come tante altre cose belle della vita, è che ci sono tanti livelli di qualità: il gratis, il discount, il raffinato ed il sogno.

Ad ognuno il suo target, non trovi?

Se continueremo ad investire per crescere potremmo anche costituire un'ordine professionale riconosciuto e continuare a far nascere e crescere nuove aziende e nuovi posti di lavoro non solo col nostro tratto di matita ma con l'essere gli interpreti dell'azienda verso il mercato e questo non lo fa nessuna banca dati e nessuna clip-art.

ema83 ha detto...

sono d'accordo con te, ma come farlo capire ai clienti?
...la maggior parte di loro vuole un logo ad un costo bassissimo, non sa quante ore di studio ci sono dietro ogni logo.
Sicuramente ci sarà un evoluzione...

Serena Chiatante ha detto...

@ema83...come farlo capire ai clienti?
Bellissima domanda, difficile da rispondere in un post, ma ci proverò ugualmente.
Indiscutibilmente molto complicato se il discorso parte da noi che siamo parte direttamente interessata e proposto singolarmente e non come categoria ma se provassimo a farlo capire attraverso le scuole per imprenditori.
Ai livelli delle grandi aziende l'hanno capito e sanno diventare sempre più grandi.

Riporto alcuni pezzi di quello che la Microsoft pensa al riguardo:

Il marchio rappresenta, da un lato, una promessa che l'azienda fa ai clienti e, dall'altro, la valutazione che i clienti fanno sul mantenimento di tale promessa. Un marchio di successo stabilisce un legame emotivo e contribuisce a fidelizzare la clientela. Il marchio è costituito da un logo, una combinazione di colori, uno slogan, elementi decorativi e altro ancora.

Un marchio può essere considerato la "personalità" dell'azienda, la base su cui impostare l'intera strategia di marketing.

Per sviluppare il proprio marchio occorre riflettere attentamente sui prodotti/servizi che si offrono e sulle motivazioni per cui questi vengono scelti. In altre parole, occorre definire la promessa che l'azienda fa ai clienti
Un identico marchio deve essere riportato su tutto il materiale pubblicitario e promozionale, ovvero comunicati stampa, firme di posta elettronica, allestimenti e stand nelle fiere di settore, insegne di negozi o uffici, striscioni e cartelloni pubblicitari, pubblicità su carta stampata, poster e materiale di marketing in occasione di eventi sponsorizzati o di beneficenza, e non solo sulla carta intestata o sulle brochure di vendita.

Nominare un "guardiano" del marchio

E' importante responsabilizzare tutto il personale, dagli assistenti al direttore finanziario, relativamente al marchio e agli strumenti a esso associati. In caso contrario c'è il rischio che ogni dipendente, incluso il team di vendita, crei una propria versione del marchio, generando confusione nella clientela.

La forza del marchio

Molti imprenditori trascurano l'importanza del marchio perché troppo occupati ad aumentare le vendite, sbalordire gli investitori o ricercare personale di talento. Non hanno mai tempo di pensare al marchio aziendale. Eppure il successo di un'attività si basa sulla differenziazione dell'offerta all'interno del mercato e su un trattamento di prim'ordine dei clienti migliori. Il tempo speso nella creazione di un marchio, ovvero nella definizione dell'identità dell'azienda, dei prodotti che offre e della tipologia di cliente a cui si rivolge, si traduce in campagne di marketing mirate.

E' ovviamente indispensabile tenere fede a tutto ciò che il marchio simboleggia. Neanche lo slogan più efficace del mondo potrà convincere un cliente a tornare, se l'azienda non mantiene le promesse fatte in sede di marketing.

Sery: Io credo che se questo discorso attecchisce, in automatico sparisce il logo fatto con le clip-art nelle tabaccherie, nelle cartolerie e via dicendo perchè per fare ciò che enuncia Microsoft ci vuole capacità,preparazione culturale, specializzazione (non dimentichiamo che comunicare coinvolge psicologia, semantica, percezione).
Io credo che il nostro sia tra i lavori più belli perchè possiamo essere il volano dell'economia e del progresso se solo riuscissimo ad essere un pò meno artigiani e un pò più professionisti.
Ma si sa che il più delle volte è la pancia a comandare e la testa si piega ai crampi della fame. ;)

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