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lunedì 15 settembre 2008

Fotorealismo disegnando in vettoriale

Uno tra gli usi più interessanti dei programmi vettoriali è quello di poter ottenere degli effetti di fotorealimo, ingrandibili a dismisura.

Naturalmente le proposte di vettorializzazione si basano generalmente su programmi di tracciamento delle bitmap sia tramite software appositi sia tramite delle soluzioni rintracciabili on line.

Sono sistemi automatici di sicuro effetto ma hanno comunque un limite, quello di vettorializzare un oggetto già prodotto, fotografato e necessitano di un originale raster di buona qualità.

Il poter disegnare invece da zero un oggetto frutto della fantasia ha indubbiamente i suoi risvolti positivi, ad esempio presentare una immagine fotorealistica di ciò che entrerà in produzione.

Credo che al momento la scuola orientale la faccia da padrone e non nascondo di subirne il fascino.

Il risultato che ne consegue è di sicuro effetto.

Ma vediamo se posso dare il mio contributo.

Per fare questo esperimento sono partita da una bella immagine raster comunemente reperibile in internet e che senza ombra di dubbio non potrebbe essere utilizzata per forti ingrandimenti .

La mia scelta è caduta sulla fotografia di una Smart che, essendo realizzata in studio, presentava come caratteristica degli interessanti riflessi di luce che difficilmente si sarebbero potuti copiare utilizzando il sistema classico dell'uso vettoriale, cioè con nette separazioni cromatiche e tinte piatte, per cui la scelta doveva ricadere su un uso generoso delle sfumature.

Prima però ho voluto provare per avere un test di confronto le vettorializzazioni offerte dal trace di Corel ottenendo questo risultato.


Come prevedevo le eccessive sfumature hanno messo in crisi il pur ottimo programma.

Ho poi provato a mettere in crisi la soluzione proposta on-line da Vector Magic ed in questo caso sono andata in crisi io, perchè il risultato è estremamente rapido e di pregio.



Ma a me non bastava ancora perchè la netta separazione dei colori tipica del vettoriale avvertibili particolarmente sui vetri, sul cofano anteriore e sul riflesso dello sportello, non rendevano bene l'idea di un'immagine reale, e mostrano evidenti le differenze con la plasticità di una fotografia.

Inoltre volevo dimostrare che identico risultato si può ottenere disegnando in vettoriale.

Naturalmente l'immagine di partenza è un pò piccolina ma lo zoom ci aiuta indipendentemente dalla grandezza iniziale.
Quella finale non importa considerato l'uso del vettoriale, pertanto possiamo scegliere di lavorare anche su un 10 per 15 cm.



Ho deciso di usare uno dei programmi più affermati del momento anche se già vecchiotto, Illustrator Cs della Adobe (ormai siamo alla versione Cs3) proprio per dimostrare che non c'è bisogno di fantascientifici effetti.

L'uso dello strumento mesh lo consideravo sufficiente per consentirmi un ottimo controllo delle sfumature.

La creazione di un fondale continuo come quelli comunemente usati in fotografia non rappresenta certo un problema, basta creare un gradiente grigio e via.



A questo punto iniziamo a disegnare le singole parti che compongono la macchina.
Si può partire ad esempio dalle ruote, un paio di cerchi ed una sfumatura ed il primo pezzo acquista la sua forma.



L'errore da non commettere in questo caso è quello di non pretendere di fare un unico tracciato perchè potrebbe risultare difficile ottenere un' illuminazione realistica.
Dedicare un livello ad ogni singolo pezzo come se si stesse assemblando l'auto può essere una buona idea. Per esempio con un unico tratto possiamo disegnare il cristallo del fanale riservando un altro livello al fanale vero e proprio ed un altro alle lampadine.



Conviene dedicarsi ad ogni singolo pezzo e controllare frequentemente che l'effetto di luci ed ombre si amalghino fra i vari pezzi.
Anche i cerchioni avranno la necessità di essere disegnati pezzo per pezzo.



Ed insisto nel sottolineare che l'uso dei livelli per questo tipo di realizzazione è di importanza estrema. Ed altrettanto importante rinominarli uno per uno con il nome del pezzo che si sta realizzando o dell'effetto che si applica perchè questa diventa l'unica maniera per restare lucidi mentalmente fino alla fine del lavoro altrimenti si potrebbe realizzare un effetto non voluto.



Questo.


Se invece siamo riusciti a mantenere un certo ordine, nonostante qualche inevitabile riallineamento da fare per quell'insolito tremolio che ogni tanto ti prende mentre usi la tavoletta grafica, il risultato sarà
questo.



Ed allora ci accorgeremo che abbiamo disegnato con cura tutti i particolari visibili interni ed esterni ma l'auto ha anche dei particolari nascosti.

L'interno dei parafanghi dov'è?

Niete paura, una sagoma nera da interporre tra il livello della carrozzeria e le ruote ed ecco rimediato.

Ed a questo punto credo che una bella targa personalizzata (Sery Chi?) me la sono meritata ;)




Il risultato finale esportato in jpeg per mostrarvelo è il disegno qui sotto.

( click sull'immagine per ingrandire)

Come si può notare non ci sono le scalettature di colore proprie del vettoriale.
Il risultato è più omogeneo e naturale rispetto alle vettorializzazioni automatiche e, soprattutto, consentirebbe di disegnare un nuovo oggetto senza la necessità di averlo fisicamente per poterlo riprendere in una foto di partenza da vettorializzare successivamente.

Naturalmente il passaggio in jpeg e la risoluzione ridotta per pubblicarlo in internet non riesce a rendere giustizia al vettoriale ma stampato metri 3 x 6 fa la sua gran bella figura.



Queste sono invece le linee del disegno ed i tracciati per ottenere con il mesh gli effetti luce realistici che trasformano un 2d in un effetto 3D senza ricorrere ad alcun rendering che per quanto perfetto non regge in ingrandimento il confronto con un vettoriale stampato.

Naturalmente questo non è un tutorial perchè sia i componenti dell'auto sia la particolare illuminazione hanno richiesto il disegno di numerosi piccoli particolari. Difficili farli entrare tutti in un tutorial ma il mio è solo un invito a stuzzicare la curiosità verso questo modo di disegnare.

Se sono riuscita a coinvolgervi in questa mia passione vi segnalo anche questa gallery1 , gallery 2, gallery3 dei risultati ottenuti da autori giapponesi e qualche tutorial .

E per la sfida all'incredibile, cioè la possibilità di realizzare un disegno indistinguibile dalla realtà vedete anche questa auto o i limoni sul sito realtrace .


by Serena Chiatante

4 commenti:

Mirko D'Isidoro ha detto...

Devo dire che il risultato da te ottenuto è davvero fantastico.

I miei complimenti per la smart che è quasi vera ;).

Forse nei prossimi articoli potresti fare una guida con dei tutorial a puntate su come hai realizzato i vari pezzi che poi hai assemblato.
Effettivamente sarebbe stato impossibile scrivere tutto in un solo articolo ;).

Serena Chiatante ha detto...

Olà, Mirko, il grande boss di Blographik.it tra i commenti.
Prometto di scrivere qualcosa di più facilmente realizzabile e grazie dei complimenti, un buon modo per festeggiare il primo compleanno di photoXgraph.

Giulio45dv ha detto...

Sito trovato per caso su wikio, ma molto interessante e molto specialistico, mi sono iscritto al tuo feed, per le novità. Ma pian piano leggerò tutti gli articoli vecchi perchè ho trovato tramite l motore interno che hai reso disponibile molte delle risposte che cercavo.
Complimenti, continua così.

Sopravvissuto ha detto...

Ciao Serena.
Ho raggiunto questo post dopo aver ricevuto il tuo commento al mio video su come realizzare un bicchiere di birra vettoriale con Illustrator che si trova facilmente su YouTube.

Ti segnalo oltre al post specifico:

http://aiblog.it/component/content/article/8-video-di-illustrator/191-come-realizzare-un-bicchiere-di-birra-vettoriale-la-nuova-demo.html

Anche un articolo sulla vettorializzazione automatica:

http://aiblog.it/articoli/87-vettorializzare-immagini-bitmap-parte-1.html

Spero possano risultare utili.
Grazie.
Bye bye

Roger

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